‘A Chiena di Campagna: la festa dell’acqua che racconta la storia di un borgo

Ogni estate, nel cuore della provincia di Salerno, accade un fenomeno unico nel suo genere: l’acqua torna a scorrere tra le strade del centro storico, attraversando vicoli, piazze e scalinate medievali e trasformando il borgo in uno scenario sospeso tra storia e suggestione. È ‘A Chiena, la tradizionale festa dell’acqua di Campagna, uno degli eventi più identitari della Campania.

L’edizione 2026 si svolgerà dal 19 luglio al 23 agosto, confermando un appuntamento che ogni anno richiama migliaia di visitatori, attratti non solo dall’aspetto spettacolare della manifestazione, ma soprattutto dal suo profondo legame con la storia del territorio.

L’edizione 2026: tra tradizione e partecipazione

Anche nel 2026 ‘A Chiena trasforma il centro storico di Campagna in un percorso d’acqua vivo e partecipato. L’iniziativa, organizzata dalla Pro Loco “Città di Campagna”, affianca alla tradizione un programma che include eventi culturali, spettacoli, musica, visite guidate e momenti di valorizzazione del patrimonio urbano.

Le giornate principali della manifestazione sono le domeniche:

19 luglio
26 luglio
2 agosto
9 agosto
23 agosto

In queste date si svolgono sia la Passeggiata, sia la Secchiata, i due momenti simbolici che rappresentano l’anima della festa.

Il borgo di Campagna e il suo rapporto con l’acqua

Per comprendere il significato de ‘A Chiena è necessario osservare il contesto in cui nasce.

Campagna, borgo storico dell’entroterra salernitano, sorge ai piedi dei Monti Picentini ed è attraversato dal fiume Tenza, elemento che nei secoli ha condizionato lo sviluppo urbano e la vita della comunità.

Il centro storico conserva ancora oggi la struttura medievale originaria, fatta di vicoli stretti, scalinate, archi e palazzi storici. Proprio questo impianto urbano, sviluppatosi in relazione al corso dell’acqua, ha reso possibile nei secoli una gestione particolare delle risorse idriche, trasformando il rapporto tra città e fiume in un elemento identitario.

Le origini: quando l’acqua serviva alla città

La storia de ‘A Chiena nasce da una funzione concreta.

Attraverso un antico sistema di canali artificiali, parte delle acque del fiume Tenza veniva deviata all’interno del centro abitato durante il periodo estivo. Non si trattava di una scelta estetica, ma di una soluzione ingegnosa pensata per la pulizia delle strade e il miglioramento dell’igiene urbana, in un’epoca priva di moderni sistemi fognari.

L’acqua, quindi, non era un elemento scenografico ma una presenza quotidiana, integrata nella vita della città.

Da necessità a tradizione collettiva

Con il passare del tempo e l’evoluzione delle infrastrutture, la funzione originaria venne meno. Tuttavia, ciò che non si perse fu il ricordo di quella pratica, che la comunità trasformò gradualmente in un rito condiviso.

L’acqua divenne così occasione di incontro, gioco e socialità, fino a trasformarsi in uno dei simboli più riconoscibili dell’identità di Campagna.

In questa evoluzione si riconosce il valore de ‘A Chiena come patrimonio culturale immateriale: una tradizione nata da un’esigenza concreta e divenuta espressione viva della memoria collettiva.

La rinascita dopo il terremoto del 1980

Negli anni Settanta la manifestazione rischiò di scomparire.

La svolta arrivò nel 1982, dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980, quando la comunità decise di recuperare uno dei simboli più rappresentativi della città. Ripristinare il passaggio dell’acqua nel centro storico significò restituire vitalità al borgo e rafforzare il senso di appartenenza.

Da allora ‘A Chiena è tornata a essere uno degli eventi più attesi dell’estate campana, capace di unire memoria storica e partecipazione popolare.

Le tre anime de ‘A Chiena

La manifestazione si articola in tre momenti principali, che ne rappresentano le diverse dimensioni.

La Passeggiata è l’esperienza più contemplativa: il lento scorrere dell’acqua nelle strade permette di attraversare il centro storico con uno sguardo diverso, riscoprendone architetture e dettagli in un’atmosfera sospesa.

La Secchiata è invece il momento più popolare e partecipativo. L’acqua diventa gioco, incontro e condivisione, coinvolgendo residenti e visitatori in un’esperienza collettiva che supera la dimensione del semplice intrattenimento.

La Chiena di Mezzanotte offre infine il volto più suggestivo della manifestazione: il centro storico, illuminato e attraversato dall’acqua nelle ore serali, restituisce immagini di grande fascino, in cui paesaggio e storia si fondono.

Una tradizione che continua a scorrere

In un tempo in cui molte feste popolari rischiano di trasformarsi in eventi puramente turistici, ‘A Chiena conserva una forte autenticità.

Qui la memoria non viene soltanto celebrata, ma vissuta. L’acqua torna a percorrere gli stessi canali che per secoli hanno segnato la vita della città, ricordando come un’antica soluzione di ingegneria urbana possa trasformarsi in un patrimonio culturale condiviso.

È questo il significato più profondo della manifestazione: dimostrare che la storia non appartiene solo al passato, ma può continuare a vivere nel presente, scorrendo tra le strade di un borgo e nella memoria della sua comunità.

Irene Monaco