Archeofestival 2026, Longola riparte dopo gli incendi: per salvare il Parco Archeologico

LONGOLA (Poggiomarino) – Non è stata soltanto la conclusione di un festival. È stata la dimostrazione concreta che la cultura può diventare una risposta civile contro il degrado, l’indifferenza e la violenza.
L’ultima tappa di Archeofestival 2026, ospitata nel Parco Archeologico Naturalistico di Longola, è diventata il simbolo di una comunità che ha deciso di reagire dopo i due incendi che, nelle scorse settimane, hanno gravemente danneggiato il sito archeologico, distruggendo strutture, aree verdi e giochi destinati ai bambini.
Invece di lasciare che il fuoco spegnesse anni di lavoro, centinaia di associazioni, scuole, parrocchie, istituzioni e cittadini provenienti da tutta la Campania hanno scelto di esserci.
Una presenza che ha trasformato Longola nel luogo simbolo di una rinascita costruita attraverso la memoria, la partecipazione e la conoscenza.
Una rete istituzionale per difendere Longola
L’apertura della manifestazione è stata dedicata ai saluti istituzionali e alle testimonianze di solidarietà verso il Parco.
Tra gli interventi quello della dottoressa Gabriella D’Orso, nominata con decreto del Presidente della Repubblica Commissario Straordinario del Comune di Poggiomarino dopo lo scioglimento del Consiglio comunale e successivamente componente della Commissione Straordinaria che amministra l’ente

“La cultura è l’arma con cui una comunità torna a scegliere”

È questo il messaggio che ha accompagnato tutta l’edizione 2026 di Archeofestival.

Una manifestazione che ha scelto di rispondere alla cattiva cultura con la bellezza.

Non semplicemente attraverso eventi, ma costruendo occasioni di partecipazione attiva.

Secondo gli organizzatori, la cultura non rappresenta un elemento decorativo, bensì uno strumento capace di restituire identità ai territori e di creare comunità.

Linda Solino: “Una minoranza attiva può cambiare un territorio”

Tra le protagoniste della manifestazione anche Linda Solino, referente di Archeofestival, che ha ricordato come l’intero progetto sia nato per mettere in rete realtà culturali spesso isolate.

Associazioni, enti locali, musei, università, archeologi, volontari e cittadini hanno costruito un percorso condiviso che oggi coinvolge decine di siti archeologici campani.

Un viaggio nella Campania che racconta la propria storia

L’edizione 2026 ha attraversato alcuni dei più importanti luoghi della cultura regionale.

Tra questi:

il Parco Archeologico di Pompei;
i Campi Flegrei;
Avella;
il MIA;
il Museo Campano di Capua;
il Museo Diocesano di Nocera Inferiore;
il Battistero Paleocristiano;
gli Anfiteatri Flavi di Pozzuoli e Benevento;
Villa Ferretti a Bacoli, bene confiscato alla camorra e restituito alla collettività;
Succivo;
Sant’Arpino;
Abellinum;
Mirabella Eclano;
Fratte;
Villa Sora;
Pontecagnano;
Montesarchio;
Pagani.

Un percorso che ha coinvolto direttori di musei, professori universitari, archeologi e operatori culturali attraverso visite guidate gratuite, rievocazioni storiche, reading teatrali e narrazioni immersive.

Le voci dei migranti raccontano la storia della Campania

Uno dei momenti più intensi dell’intero festival è stato dedicato ai racconti dei migranti.

Una scelta simbolica che ha ricordato come la Campania, fin dall’antichità, sia sempre stata terra di incontri, commerci e popoli in movimento.

Un messaggio che ha trovato il suo momento conclusivo nel concerto di Vincenzo Romano, accompagnato dai ragazzi migranti coinvolti nel progetto.

Gabriel Zuchtriegel: la tutela del patrimonio passa dalla partecipazione

Tra gli ospiti anche Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, da anni impegnato nel promuovere una gestione del patrimonio che coinvolga direttamente le comunità locali.

Giorgio Zinno: la Regione al fianco dei territori
Alla giornata conclusiva ha preso parte anche il consigliere regionale Giorgio Zinno, che ha ribadito il sostegno delle istituzioni regionali ai progetti di valorizzazione culturale e alla rinascita del Parco di Longola.

Gerli: “Longola deve tornare ad essere un luogo di comunità”

Presente anche il sindaco di Striano, Antonio Gerli, che ha sottolineato come la tutela del patrimonio archeologico rappresenti una responsabilità condivisa tra i Comuni dell’area vesuviana e della Valle del Sarno.

Il programma finale tra teatro, archeologia e musica
La giornata conclusiva ha visto:

l’apertura ufficiale del Parco;
il reading teatrale “L’età del ferro nella Valle del Sarno”;
la premiazione del Contest Archeofestival;
l’esposizione straordinaria di reperti rinvenuti nel sito di Longola;
il concerto conclusivo con Vincenzo Romano.
Un patrimonio da difendere

Gli incendi hanno lasciato ferite profonde.

Ma Archeofestival ha dimostrato che una comunità organizzata può trasformare un gesto di distruzione in un’occasione di partecipazione.

Longola oggi non rappresenta soltanto un importante sito archeologico europeo.

È diventato il simbolo di una Campania che sceglie di investire sulla cultura come strumento di crescita civile.

Perché la memoria, quando viene condivisa, diventa futuro.