Castellabate, i siti archeologici sommersi del Cilento raccontano la storia antica

Il progetto PAS studia e valorizza il patrimonio nascosto della costa cilentana: dal Porto romano di San Marco alla villa romana di Licosa fino al Campo dei Rocchi.

Castellabate (Salerno). I siti archeologici sommersi di Castellabate raccontano una storia ancora nascosta sotto il mare del Cilento. Nei fondali della costa sono conservate tracce di porti romani, ville marittime e antiche attività produttive che testimoniano il rapporto tra il territorio e il Mediterraneo.

A studiare questo patrimonio è il progetto PAS – Paesaggi Archeologici Sommersi della Campania, dedicato alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione dei paesaggi archeologici sommersi attraverso nuove tecnologie e attività di ricerca subacquea.

Le indagini interessano tre aree principali: il Porto romano di Castellabate, la villa romana dell’isola di Licosa e il Campo dei Rocchi, un sito legato all’estrazione dell’arenaria e oggi in parte sommerso.

Il progetto PAS e l’archeologia sommersa del Cilento

Il progetto coinvolge la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, l’Università degli Studi di Salerno e l’Università Parthenope di Napoli.

L’iniziativa è sostenuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Fondo per la Crescita Sostenibile. L’obiettivo è rafforzare la conoscenza del patrimonio sommerso della costa campana attraverso strumenti innovativi.

Le attività di ricerca permettono di raccogliere nuovi dati sui siti archeologici, documentare le strutture presenti sui fondali e sviluppare strategie per la loro tutela.

Il Porto romano di Castellabate, una testimonianza del I secolo a.C.

Tra i luoghi più importanti del progetto c’è il Porto romano di Castellabate, situato nei fondali di San Marco.

Il sito conserva i resti di due grandi moli risalenti al I secolo a.C., uno dei quali oggi sommerso. La struttura testimonia il ruolo della costa cilentana nel mondo antico, quando gli approdi erano fondamentali per i commerci e gli spostamenti lungo il Mediterraneo.

Lo studio del porto permetterà di comprendere meglio la funzione dell’antico scalo e il rapporto tra gli insediamenti costieri e il mare.

La villa romana sommersa dell’isola di Licosa

Le ricerche riguardano anche la villa romana dell’isola di Licosa, una delle testimonianze più suggestive del patrimonio archeologico sommerso del Cilento.

La struttura si trova nelle acque antistanti l’isola e racconta la presenza romana lungo la costa. Le ville marittime erano infatti luoghi di soggiorno privilegiati, costruiti in aree caratterizzate da particolare valore paesaggistico.

Lo studio del sito potrà fornire nuove informazioni sulla frequentazione del territorio e sull’organizzazione degli insediamenti romani lungo il litorale.

Il Campo dei Rocchi e il legame con Paestum

Un altro luogo di interesse è il Campo dei Rocchi, nell’area compresa tra Lungomare Bracale e Punta Pagliarulo.

Qui è stata individuata una cava a cielo aperto parzialmente sommersa, con tracce della lavorazione dell’arenaria. Le recenti mareggiate hanno riportato alla luce parte del banco di estrazione, permettendo nuovi approfondimenti sulla natura e sulla cronologia del sito.

L’area è legata anche alla storia di Paestum. I grandi blocchi cilindrici in pietra, chiamati rocchi, erano destinati alla costruzione dei templi della città antica e sarebbero rimasti coinvolti durante il trasporto lungo la costa.

Nuove tecnologie per proteggere il patrimonio sommerso

Il progetto PAS – Paesaggi Archeologici Sommersi della Campania utilizza strumenti tecnologici avanzati per studiare i fondali e documentare i siti archeologici sommersi.

Le attività si svolgono anche con il supporto del Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Napoli, che collabora alle operazioni di ricerca e documentazione.

L’archeologia subacquea permette così di conoscere una parte ancora poco esplorata della storia della Campania. Il mare diventa un archivio del passato, capace di conservare testimonianze fondamentali per comprendere l’evoluzione del territorio.

Castellabate, un patrimonio nascosto tra terra e mare

I siti archeologici sommersi di Castellabate rappresentano una risorsa culturale di grande valore per il Cilento.

Attraverso il progetto PAS, questo patrimonio può essere studiato e valorizzato, offrendo nuove possibilità di conoscenza e divulgazione. Tra fondali, coste e antiche strutture sommerse emerge così una parte importante della storia della Campania, ancora tutta da raccontare.