


La scoperta della necropoli arcaica di Via dei Pastai, emersa durante i lavori di ampliamento dello stabilimento, restituisce 82 sepolture, corredi funerari di eccezionale valore e nuove testimonianze sulla Campania preromana.
GRAGNANO (NA) – Una storia rimasta sepolta per oltre 2.500 anni è tornata alla luce nel cuore del Pastificio Garofalo. Durante i lavori di ampliamento dello stabilimento, le attività di archeologia preventiva hanno portato alla scoperta della necropoli arcaica di Via dei Pastai, uno dei ritrovamenti più significativi degli ultimi anni nell’antico Ager Stabianus.
Le indagini, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli e realizzate sul campo da Geomed S.r.l., hanno restituito 82 sepolture, tombe straordinariamente conservate e corredi funerari di grande valore, offrendo nuove prospettive sulla storia della Campania preromana e sui rapporti con il Mediterraneo nel VI secolo a.C.
I risultati della campagna di scavo 2025-2026 sono stati presentati durante la conferenza stampa del 15 luglio 2026 presso il Pastificio Garofalo di Gragnano. A illustrare la portata della scoperta sono stati Luigi La Rocca per il Ministero della Cultura, la soprintendente Paola Ricciardi, la funzionaria archeologa Francesca Mermati, responsabile scientifica degli scavi, e Massimo Menna, amministratore delegato del Pastificio Garofalo.
Una necropoli tra Grecia, Egitto ed Etruria
La scoperta racconta una comunità inserita nelle grandi reti di scambio del Mediterraneo antico. Le tombe, probabilmente appartenenti a un’élite di alto rango, hanno restituito corredi funerari che testimoniano il prestigio sociale dei defunti e i legami con mondi lontani.
Tra i reperti rinvenuti figurano scarabei egizi provenienti da Naukratis, ambre zoomorfe, argenti e bronzi etruschi. Particolarmente eccezionale è lo stato di conservazione di alcune casse funerarie in tufo, che hanno permesso il recupero di materiali organici rarissimi, come tessuti, oggetti in legno e cestini in fibre intrecciate.
Un patrimonio unico per questa fase storica, capace di restituire un’immagine più completa della vita e dei rituali funerari delle comunità che abitavano la Valle del Sarno oltre 2.500 anni fa.
Un nuovo capitolo della storia dell’Ager Stabianus
Lo studio della necropoli prosegue attraverso un’équipe multidisciplinare impegnata nelle analisi archeologiche, bioarcheologiche e archeometriche dei reperti. Le ricerche sui resti osteologici permetteranno di approfondire aspetti legati all’alimentazione, alla mobilità e alle condizioni di vita delle popolazioni del VI secolo a.C.
«La scoperta della necropoli di Via dei Pastai a Gragnano è il risultato di una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato», ha dichiarato Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, sottolineando il valore della ricerca scientifica applicata alla tutela del patrimonio.
Per la soprintendente Paola Ricciardi, il ritrovamento conferma il ruolo dell’archeologia preventiva come strumento di conoscenza e valorizzazione del territorio.
Anche Massimo Menna, amministratore delegato del Pastificio Garofalo, ha evidenziato l’importanza della collaborazione con la Soprintendenza, trasformando un intervento di ampliamento industriale in un’opportunità straordinaria di ricerca.
La necropoli arcaica di Via dei Pastai a Gragnano rappresenta così una nuova importante testimonianza per la conoscenza dell’antico Ager Stabianus e della Campania preromana. Gli studi sui reperti emersi dagli scavi continueranno a restituire informazioni sulla comunità che abitò questo territorio nel VI secolo a.C. e sui suoi rapporti con le grandi civiltà del Mediterraneo antico.
Una scoperta che arricchisce il patrimonio archeologico campano e conferma il valore della ricerca sul campo: dal sottosuolo di Gragnano torna alla luce una pagina di storia rimasta nascosta per oltre 2.500 anni.