Cuma, il Pomodoro Cannellino Flegreo cresce tra archeologia e tradizione

Cuma (Napoli) – Il Pomodoro Cannellino Flegreo, l’oro rosso dei Campi Flegrei, torna protagonista nei terreni dell’area archeologica di Cuma con l’avvio della raccolta 2026. Una due giorni dedicata alla valorizzazione di questa eccellenza agroalimentare ha riunito giornalisti, aziende del settore ed esperti per raccontare il legame tra storia, cultura, ambiente e buona tavola.

L’iniziativa è stata organizzata dall’azienda Cumadoro, del Gruppo Tammaro, e dall’Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo, nell’ambito della rassegna itinerante Gustosissimo, in collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il GAL Partenope e l’EBAT – Ente Bilaterale Agricolo Territoriale. La manifestazione ha ricevuto il patrocinio della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli, dell’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, del Comune di Pozzuoli e di MAC Monterusciello Agro City.

Il protocollo tra Parco Archeologico e Confagricoltura Napoli
Il momento centrale dell’iniziativa è stata la firma del Protocollo d’intesa tra il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Confagricoltura Napoli, rappresentati dalla direttrice del Parco Tiziana D’Angelo e dal presidente di Confagricoltura Napoli Giovanni Tammaro.

L’accordo punta alla valorizzazione del Pomodoro Cannellino Flegreo e, più in generale, del patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico dei Campi Flegrei attraverso incontri, degustazioni guidate, show cooking e percorsi capaci di mettere in relazione il patrimonio archeologico con quello agricolo.

Il progetto si inserisce nell’iniziativa “Il Parco Conserva”, con cui il Parco Archeologico dei Campi Flegrei ha già assegnato in concessione agraria cinque lotti di terreni demaniali nell’area archeologica di Cuma, promuovendo un modello di collaborazione tra istituzioni e imprese locali.

«Stiamo portando avanti una strategia di valorizzazione del patrimonio agricolo presente nei siti di nostra competenza – ha spiegato Tiziana D’Angelo – con l’obiettivo di garantire la cura del paesaggio rurale e delle aree archeologiche, salvaguardare le colture tipiche e sperimentare forme di cooperazione pubblico-privato sostenibili».

Tra l’Antro della Sibilla e i campi del Cannellino Flegreo
La giornata dedicata alla raccolta ha unito il racconto archeologico di Cuma con quello agricolo. Il percorso ha attraversato l’Antro della Sibilla, la celebre galleria scavata nel tufo legata alla tradizione virgiliana, e la Città Bassa dell’antica colonia greco-romana, con il Foro e gli edifici monumentali recentemente resi più accessibili anche grazie al nuovo impianto di illuminazione.

La visita si è conclusa nei campi del Pomodoro Cannellino Flegreo coltivati dall’azienda Cumadoro all’interno dell’area del Parco, dove il paesaggio agricolo si integra con le testimonianze archeologiche.

Una crescita dai 10 ai 60 ettari coltivati
Il Cannellino Flegreo è una varietà sempre più apprezzata anche dal mondo della ristorazione. «Siamo passati dai dieci ettari coltivati nel 2018 ai quasi 60 del 2026 – ha raccontato Giovanni Tammaro – arrivando a lambire l’area archeologica del Foro di Cuma. Il seme, non ibrido, viene custodito e tramandato di generazione in generazione».

La crescita della produzione è stata accompagnata da un aumento della domanda da parte di ristoranti e pizzerie, interessati a un prodotto capace di raccontare l’identità dei Campi Flegrei attraverso il gusto.

Il pomodoro simbolo dei Campi Flegrei
Inserito dalla Regione Campania tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), il Pomodoro Cannellino Flegreo nasce nei terreni vulcanici e sabbiosi dell’area flegrea, dove il particolare microclima contribuisce alle sue caratteristiche uniche.

Il frutto ha una forma oblunga, una lieve strozzatura centrale, un peso medio tra i 15 e i 20 grammi, una buccia sottile e una polpa soda dal colore rosso intenso. La coltivazione segue ancora metodi tradizionali, con l’utilizzo di canne e legature in juta o canapa, mentre la raccolta si concentra tra metà luglio e fine agosto.

Il suo sapore, caratterizzato dall’equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità, lo rende protagonista di numerose preparazioni: dalle conserve alle pacchetelle, dalle passate alle ricette di ristoranti, pizzerie e realtà gastronomiche campane.

Cuma, un modello di valorizzazione del territorio.

L’esperienza del Pomodoro Cannellino Flegreo dimostra come archeologia e agricoltura possano dialogare creando nuove opportunità di sviluppo. Il Parco di Cuma diventa così non solo un luogo della memoria, ma uno spazio vivo in cui il patrimonio storico incontra le produzioni locali e le eccellenze enogastronomiche.

Un modello che racconta una Campania capace di valorizzare insieme cultura, paesaggio e tradizioni, trasformando un prodotto della terra in un simbolo dell’identità dei Campi Flegrei.