Per tre giorni Casali è tornato indietro nel tempo. Cortei, mestieri, contrade e taverne hanno raccontato la memoria del territorio.
ROCCAPIEMONTE – Ci sono feste che occupano le strade e feste che le trasformano in racconto. La Fera Nova di Casali è la seconda. Dal 4 al 6 settembre 2026 il borgo ha rivissuto un antico villaggio tra dame, cavalieri, musici e artigiani. Una manifestazione della Pro Loco che ha rimesso al centro storia e comunità.

La memoria di un’antica fiera
Il nome richiama le antiche fiere della Via Major, che collegava l’Agro Nocerino-Sarnese alla Valle Metelliana e a Salerno. Non solo mercato, ma luogo di incontro e scambio. La Fera Nova ne ha recuperato lo spirito.
Casali diventa un teatro medievale
Le strade hanno cambiato volto. Il corteo storico ha attraversato il borgo con musica e bandiere. Dame, cavalieri e popolani hanno animato vicoli e palazzi. È stato Casali stesso il palcoscenico.
La Giostra delle Contrade
Il momento più sentito. Le contrade, da San Rocco a Casacalciendo, protagoniste della sfida. Non solo gara, ma appartenenza. Il pubblico ha riconosciuto luoghi e persone della vita quotidiana.
Gli antichi mestieri: la memoria delle mani
La festa ha raccontato il lavoro manuale, quando il sapere passava dalle mani. Gesti semplici, tramandati per generazioni, riportati in piazza non come spettacolo, ma come testimonianza.
La storia che arriva a tavola
La Fera Nova deve entrare nelle cucine. Perché anche il cibo è memoria. Le quattro taverne, una per contrada, sono diventate luoghi di convivialità e recupero gastronomico.
La cipolla e il legame con il territorio
Tra i prodotti simbolo la cipolla, con il legame con Montoro e la sua Cipolla Ramata, PAT campano dal colore ramato e dal gusto dolce. Un esempio di come cultura e cucine superino i confini amministrativi.
La tradizione norcina
La lavorazione delle carni suine, un tempo necessità per conservare, oggi patrimonio gastronomico e arte tramandata.
Dal grano “jurmano” alla farinata e alla polenta cunciata
La memoria più antica è quella del grano “jurmano”. Da qui farinata e polenta cunciata: piatti essenziali, nati dalla necessità, oggi strumenti di conoscenza culturale.
Quattro taverne, quattro racconti
Una per contrada, ognuna con la propria identità. Mentre sfilavano i figuranti, nelle taverne si incontravano ricette di famiglia, profumi e ingredienti della storia agricola locale.
Una festa che appartiene alla comunità
Negli anni la Fera Nova è diventata l’appuntamento più identitario di Casali. Una festa costruita dalla comunità: strade che tornano luoghi di incontro, taverne accese, memoria che torna presente. Perché una tradizione vive solo se c’è chi la prepara, la racconta e la condivide.
Paola Poerio