SPECIALE TTG 26 intervista al presidente della regione Campania Roberto Fico

Turismo in Campania, Fico punta su borghi, sostenibilità e grandi eventi

RIMINI, 16 ottobre 2026 – «Campania. Divina. Una rotta, mille destinazioni». È questo il messaggio scelto dalla Regione Campania per promuovere un’offerta turistica integrata.

L’obiettivo è valorizzare le mete più celebri, ma anche i borghi storici e le aree interne. In questo modo, la crescita del turismo può coinvolgere territori e comunità in tutta la regione.

Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, punta su una strategia che unisca crescita economica, qualità dell’offerta e tutela dell’identità locale.

Turismo sostenibile e inclusivo: la visione della Regione

Il turismo del futuro deve essere anche green, ecosostenibile, etico e inclusivo. Per questo, la tutela dell’ambiente e l’uso responsabile delle risorse devono accompagnare la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.

Inoltre, un’offerta turistica di qualità deve garantire maggiore accessibilità e attenzione alle esigenze delle persone. La crescita dei flussi, infatti, deve rispettare le comunità locali e l’autenticità dei luoghi.

Questa visione può favorire uno sviluppo più equilibrato. Da un lato, sostiene le economie locali; dall’altro, contribuisce a preservare il patrimonio naturale e culturale della Campania.

America’s Cup: Napoli al centro del turismo internazionale

I grandi eventi rappresentano una leva importante per promuovere la Campania sui mercati internazionali. In particolare, l’America’s Cup può rafforzare la visibilità di Napoli e dell’intera regione.

Tuttavia, la promozione non deve limitarsi ai grandi appuntamenti. È fondamentale trasformare l’attenzione internazionale in opportunità durature per le imprese, l’occupazione e il sistema dell’accoglienza.

Tra i temi indicati dal presidente Fico figura anche l’accesso libero e gratuito al mare lungo la costa campana. Si tratta di una questione che collega la valorizzazione turistica alla fruizione del patrimonio naturale.

Borghi e aree interne: valorizzare tutta la Campania

La strategia regionale guarda anche ai territori meno conosciuti. Borghi storici, aree interne, paesaggi e comunità locali possono contribuire a rendere l’offerta turistica più ricca e diversificata.

In questo contesto, la promozione integrata assume un ruolo centrale. Infatti, mettere in rete le destinazioni può favorire nuovi itinerari e distribuire meglio le presenze durante l’anno.

Inoltre, valorizzare le aree interne significa sostenere le economie locali e creare nuove occasioni di lavoro. L’obiettivo è quindi allungare la stagione turistica e distribuire i benefici del settore in modo più equilibrato.

Vincenzo Maraio: programmazione e strumenti per il turismo

L’assessore regionale al Turismo, Vincenzo Maraio, ha sottolineato l’importanza di una programmazione concreta. La strategia punta a superare una promozione frammentata, favorendo il coordinamento tra istituzioni, imprese e operatori.

Tra gli strumenti indicati figurano il Piano triennale del turismo, le Destination Management Organization (DMO), i PAD e l’Osservatorio regionale.

Questi strumenti sono pensati per mettere in rete i territori e migliorare la gestione delle destinazioni. Allo stesso tempo, consentono di monitorare i flussi turistici e orientare le scelte sulla base dei dati disponibili.

Una strategia unitaria per il futuro della Campania

«Campania. Divina. Una rotta, mille destinazioni» esprime l’obiettivo di costruire un sistema turistico riconoscibile a livello internazionale. La strategia punta a collegare città, coste, isole, borghi e aree interne in un’offerta più coordinata.

La sfida, quindi, è coniugare attrattività, sostenibilità e responsabilità. In questo modo, il turismo può diventare una leva di sviluppo economico, tutela del patrimonio e valorizzazione delle comunità.

La Campania guarda così ai mercati internazionali senza rinunciare alla propria identità. Al centro restano la qualità dell’accoglienza, il rispetto dell’ambiente e la ricchezza culturale dei territori.

Simona Trezza