Ascea (SA). Velia, scoperto un frammento di bronzo in un edificio sacro

Un piccolo frammento di bronzo può racchiudere una storia millenaria, capace di attraversare il tempo e parlare ancora al presente. È quanto emerge dagli scavi archeologici sull’Acropoli di Velia, dove un oggetto apparentemente minuto si rivela un potente testimone della vita rituale e spirituale dell’antica città.

A guidarci alla scoperta di questo reperto è Tiziana D’Angelo, Direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, che racconta il valore simbolico e culturale di un frammento appartenente a un calderone in bronzo utilizzato per la preparazione dei cibi, probabilmente in contesti sacri.

Il reperto proviene dagli scavi di un edificio sacro sull’Acropoli di Velia, cuore religioso e simbolico della polis. Il calderone, di cui il frammento faceva parte, non era un semplice utensile domestico: nell’antichità, questi recipienti erano spesso associati a riti comunitari, offerte agli dèi e cerimonie sacrificali, assumendo un ruolo centrale nella relazione tra uomini e divinità.

Incisi sul bronzo emergono gli occhi di un animale, forse un leone o una pantera, figure cariche di significato simbolico nel mondo greco. Animali potenti, custodi del sacro, emblemi di forza, protezione e passaggio tra il mondo umano e quello divino.
Sono proprio quegli occhi, ancora oggi visibili, a colpire l’immaginazione. Uno sguardo che sembra restituirci la spiritualità di Velia, la sua dimensione rituale, ma anche frammenti di vita quotidiana, di gesti ripetuti nei secoli: il preparare il cibo, il condividere il pasto, l’offerta agli dèi.

«Oggetti come questo – sottolinea Tiziana D’Angelo – ci permettono di entrare in contatto con le persone che abitavano questi luoghi, con le loro credenze, le loro paure e le loro speranze». Non solo reperti archeologici, ma memorie vive, capaci di raccontare una comunità.

Velia, un patrimonio ancora da scoprire

Il frammento bronzeo si inserisce nel più ampio lavoro di valorizzazione e ricerca portato avanti dal Ministero della Cultura e dal sistema Museitaliani, che punta a rendere accessibile e comprensibile il patrimonio archeologico italiano attraverso nuove narrazioni.

Velia, città della filosofia e della spiritualità, continua così a restituire tasselli fondamentali della propria identità, evocando un mondo lontano che, grazie all’archeologia, resta sorprendentemente vicino.

Un semplice frammento, inciso nel bronzo e nel tempo, diventa così una porta aperta sul passato, capace di parlare ancora alla nostra immaginazione.

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