Casa del Mobilio Carbonizzato di Ercolano: riaperta dopo 30 anni

ERCOLANO (Napoli) – La Casa del Mobilio Carbonizzato di Ercolano è tornata visitabile. Dal 9 luglio 2026 una delle domus più suggestive del Parco Archeologico di Ercolano ha riaperto le sue porte dopo quasi trent’anni di chiusura.

La riapertura restituisce al pubblico un luogo unico, capace di raccontare la vita quotidiana degli antichi abitanti della città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Un risultato importante per il sito UNESCO, raggiunto grazie a un lungo progetto di restauro e conservazione.

Il ritorno della domus segna anche l’inizio di una nuova stagione per il Parco Archeologico di Ercolano. Nei prossimi mesi sono infatti previste altre aperture, che permetteranno ai visitatori di riscoprire nuovi ambienti dell’antica città.

Casa del Mobilio Carbonizzato: la domus degli arredi romani

Il nome della Casa del Mobilio Carbonizzato nasce da una scoperta eccezionale.

Durante gli scavi condotti da Amedeo Maiuri tra il 1932 e il 1933, gli archeologi riportarono alla luce alcuni arredi in legno rimasti all’interno della casa. Tra questi un tavolino e un letto con alta spalliera, conservati insieme alle tracce del tessuto e alla rete in corda che sosteneva le doghe.

Sono oggetti semplici, appartenuti alla vita di tutti i giorni. Proprio per questo hanno un valore straordinario: raccontano non solo un edificio, ma le abitudini e i gesti delle persone che lo abitavano.

Il legno, materiale destinato normalmente a scomparire con il passare dei secoli, a Ercolano si è conservato grazie alle particolari condizioni create dall’eruzione del Vesuvio.

Gli arredi originali che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti nell’Antiquarium del Parco Archeologico di Ercolano, dove completano il racconto della casa.

Un viaggio nella vita quotidiana dell’antica Ercolano

La Casa del Mobilio Carbonizzato conserva ancora oggi l’organizzazione tipica di una residenza romana.

Gli ambienti si sviluppano intorno all’atrio centrale e al giardino interno, dove si trova un piccolo larario a forma di tempietto destinato al culto domestico.

Tra gli spazi più interessanti ci sono il triclinio, la sala dedicata ai banchetti, con un raffinato pavimento a mosaico e decorazioni a nature morte, e il tablino, che conserva un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell’antico soffitto decorato.

Sul fondo della casa si trova invece l’oecus Cyzicenus, una grande sala aperta verso il giardino. È proprio qui che furono rinvenuti gli arredi carbonizzati diventati il simbolo della domus.

Visitare oggi questa casa significa entrare nella dimensione privata di Ercolano. Non solo monumenti e opere d’arte, ma spazi vissuti, ambienti familiari e oggetti della quotidianità.

Il restauro della Casa del Mobilio Carbonizzato

La riapertura è il risultato di un intervento di restauro durato oltre dieci anni.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute, attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali.

I lavori hanno riguardato la sicurezza delle strutture, il recupero degli elementi architettonici e il restauro delle superfici decorate.

Sono stati ricostruiti alcuni solai lignei, consolidate le colonne del loggiato superiore e sostituiti elementi compromessi come alcuni architravi.

Grande attenzione è stata dedicata ai frammenti di legno carbonizzato. Per proteggerli sono state realizzate nuove strutture conservative, progettate per facilitarne il controllo e la manutenzione nel tempo.

Anche affreschi, mosaici e soffitti decorati sono stati restaurati e restituiti alla loro leggibilità dopo anni di esposizione al degrado.

Nuove aperture per il Parco Archeologico di Ercolano

La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato rientra in un progetto più ampio dedicato alle domus più importanti di Ercolano.

Il programma prevede il recupero e la restituzione al pubblico di sei abitazioni storiche. Dopo la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno nel marzo 2025, il percorso continuerà anche nell’autunno 2026 con nuovi ambienti visitabili.

«Riportare alla luce e restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent’anni di chiusura, è un traguardo che ci riguarda nel profondo. Non parliamo soltanto del recupero di uno spazio architettonico, ma della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani che l’eruzione ha congelato nel tempo», ha dichiarato la direttrice del Parco Archeologico di Ercolano Federica Colaiacomo.

Una nuova occasione per visitare Ercolano

La Casa del Mobilio Carbonizzato aggiunge un nuovo tassello al percorso di visita del Parco Archeologico di Ercolano.

La domus racconta una storia fatta di oggetti, ambienti e persone. Una storia rimasta nascosta per quasi duemila anni e oggi nuovamente accessibile grazie al lavoro di archeologi e restauratori.