È la notte tra il 16 e il 17 febbraio 2026 quando un violento incendio devasta il Teatro Sannazaro nel quartiere Chiaia a Napoli. Le fiamme, partite da un’abitazione vicina, si propagano rapidamente alla storica struttura teatrale: crolla la cupola, evacuate circa 22 famiglie, danni stimati tra i 60 e i 70 milioni di euro. La Procura apre un’inchiesta per incendio colposo.
Una storia lunga quasi 180 anni.
Fondato nel 1847, il Teatro Sannazaro nasce nel XIX secolo come salotto culturale nel cuore di Napoli. Fu commissionato all’architetto Fausto Nicolini dal duca di Marigliano su un’area che un tempo ospitava un monastero.
Soprannominato la “Bomboniera di Via Chiaia”, divenne uno dei principali teatri di prosa del Sud Italia grazie all’intimità scenica, ai palchi dorati e alla qualità delle produzioni. Sul suo palcoscenico si sono esibiti protagonisti assoluti del teatro italiano come Eduardo Scarpetta, la Compagnia De Filippo con Eduardo De Filippo, Peppino e Titina, e attrici del calibro di Eleonora Duse e Sarah Bernhardt.
Nel Novecento il teatro attraversa fasi alterne, compreso un periodo come sala cinematografica. A partire dagli anni ’70, sotto la guida di Luisa Conte e del marito Nino Veglia, viene restaurato e riportato al suo splendore originario, con il recupero dello stile rococò, degli stucchi e dei velluti storici.
Negli ultimi anni la direzione artistica era affidata a Lara Sansone, che aveva consolidato la vocazione del teatro tra tradizione e sperimentazione.
L’allarme scatta intorno alle 6:05 del mattino quando i residenti di via Chiaia avvertono un bagliore e un forte odore di fumo. Una colonna nera si alza sopra il quartiere elegante della città. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da un edificio adiacente per poi estendersi rapidamente al teatro.
I vigili del fuoco intervengono con diverse squadre e lavorano per ore per domare il rogo, alimentato dal legno, dai velluti, dalle scenografie e dalle decorazioni interne che rendevano unico ma vulnerabile l’edificio. La cupola, simbolo architettonico dello Sannazaro, crolla sulla platea, devastando gran parte dell’interno.
Le abitazioni circostanti vengono evacuate: circa 22 famiglie lasciano le loro case mentre il fumo avvolge l’intera area.
La promessa di ricostruzione.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha assicurato: “Il Sannazaro tornerà com’era prima”. Nel pomeriggio del 18 febbraio è previsto un sopralluogo a Napoli con il sindaco Manfredi e il prefetto Michele di Bari per avviare il percorso di ricostruzione del teatro, di proprietà dell’attrice Laura Sansone, nipote di Luisa Conte.
Intanto il mondo dello spettacolo italiano si mobilita. Tra i firmatari dell’appello per la rinascita del teatro figurano Massimo Ghini, Alberto Barbera e l’ex ministro Alberto Bonisoli. L’obiettivo è trasformare la ricostruzione del Sannazaro in un progetto-pilota nazionale fondato sull’alleanza tra pubblico e privato.
L’incendio del Teatro Sannazaro di Napoli del 16 febbraio 2026 non rappresenta solo un danno materiale. È un colpo alla memoria collettiva, a quasi due secoli di storia teatrale, alle generazioni di attori e spettatori che hanno vissuto quel palcoscenico.
Il Sannazaro non era soltanto un edificio: era una casa dell’anima teatrale partenopea.
E se Napoli ha già conosciuto ferite profonde nella sua storia, la sua capacità di ricostruire — tra memoria e identità — resta parte della sua essenza.