
Dal 16 ottobre al 30 novembre 2026, il Museo Archeologico di Pithecusae ospita il rilievo votivo del II secolo d.C. rinvenuto a Barano d’Ischia nel 1757. L’opera racconta il legame antico tra le sorgenti termali e il culto delle divinità.
ISCHIA – Dopo 269 anni dal suo ritrovamento, il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi torna sull’isola d’Ischia. Il reperto marmoreo sarà esposto dal 16 ottobre al 30 novembre 2026 al Museo Archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno.
L’opera risale al II secolo d.C. e proviene dalla sorgente di Nitrodi, nel territorio di Barano d’Ischia, dove fu rinvenuta nel 1757. Attualmente è custodita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN).
L’inaugurazione della mostra è in programma venerdì 16 ottobre alle ore 11. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il MANN, il Museo Archeologico di Pithecusae e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli.
Il rilievo delle Ninfe Nitrodi e il culto delle acque
Il rilievo marmoreo raffigura Apollo con la lira, affiancato da tre Ninfe. Un’iscrizione latina conferma la natura votiva dell’opera, donata in segno di devozione alle divinità.
Il reperto testimonia il rapporto tra il culto religioso e le acque considerate benefiche nell’antichità. Le sorgenti termali, infatti, non erano soltanto luoghi legati alla cura del corpo. Potevano diventare anche spazi sacri, frequentati da chi cercava protezione e guarigione.
La sorgente di Nitrodi conserva tracce importanti di questa tradizione. I rilievi marmorei rinvenuti nell’area documentano il culto delle Ninfe e di Apollo, offrendo informazioni sulle credenze e sulle pratiche religiose dell’antica Ischia.
La sorgente di Nitrodi, una storia millenaria
La sorgente di Nitrodi si trova a Buonopane, nel comune di Barano d’Ischia. È uno dei luoghi che contribuiscono a raccontare le origini della tradizione termale dell’isola.
Il rilievo votivo permette di approfondire questa storia attraverso una testimonianza materiale. L’iscrizione e le figure scolpite nel marmo collegano il reperto al mondo religioso romano e alle pratiche votive associate alle acque.
La cosiddetta cura per aquas, cioè la cura attraverso l’acqua, rappresenta un aspetto importante della cultura termale antica. Il reperto aiuta a comprendere come le sorgenti potessero assumere un valore terapeutico e spirituale.
Una mostra per valorizzare il patrimonio archeologico di Ischia
Il ritorno del rilievo a Ischia ha anche un significato simbolico. L’opera viene esposta temporaneamente nell’isola in cui fu scoperta, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire una parte della storia locale.
La mostra prosegue il dialogo tra le istituzioni culturali campane. Nei mesi precedenti, il Museo Archeologico di Pithecusae aveva partecipato alla mostra Parthenope. La Sirena e la città, organizzata al MANN, con il prestito di due reperti: il Cratere del Naufragio e il Cratere di Ino.
La collaborazione tra i musei favorisce la circolazione delle opere e permette di mettere in relazione le diverse testimonianze archeologiche del territorio. In questo modo, i reperti diventano strumenti per comprendere meglio la storia delle comunità e il loro rapporto con il paesaggio.
Il rilievo delle Ninfe Nitrodi torna così a raccontare una pagina significativa della storia di Ischia. La sua esposizione permette di approfondire le radici antiche della tradizione termale e il ruolo che le sorgenti hanno avuto nella vita religiosa e culturale dell’isola.
Informazioni sulla mostra
Mostra: il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi
Periodo: dal 16 ottobre al 30 novembre 2026
Inaugurazione: venerdì 16 ottobre, alle ore 11
Luogo: Museo Archeologico di Pithecusae, Villa Arbusto, Lacco Ameno
Provenienza del reperto: sorgente di Nitrodi, Barano d’Ischia
Datazione: II secolo d.C.
Per un approfondimento sul Museo Archeologico di Pithecusae è possibile consultare il nostro articolo Museo Archeologico di Pithecusae – Lacco Ameno (NA)

Irene Monaco