Pompei continua a sorprendere e a parlare al presente. Nel corridoio di passaggio che collegava l’area dei teatri alla via Stabiana, un ambiente scavato oltre due secoli fa e da sempre considerato privo di ulteriori novità, emergono oggi nuove iscrizioni e graffiti che restituiscono frammenti autentici di vita quotidiana dell’antica città.
Dichiarazioni d’amore come “Erato amat…”, scene di combattimenti gladiatori, offese, scherzi e incitazioni sportive: segni lasciati da uomini e donne comuni, simili a quelli che oggi popolano i muri delle città o le conversazioni digitali. Un patrimonio fragile che rischiava di andare perduto e che invece riaffiora grazie all’impiego di tecnologie di ricerca avanzate.
Il progetto “Bruits de couloir” nel quartiere dei teatri
Le nuove scoperte rientrano nel progetto internazionale “Bruits de couloir” (“Voci di corridoio”), promosso da studiosi della Sorbona e dell’Università del Québec a Montréal, in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei. Le ricerche, condotte nel 2022 e nel 2025, hanno portato all’identificazione di quasi 300 iscrizioni, di cui 79 finora sconosciute, concentrate in un unico ambiente scavato già nel 1794.
L’approccio multidisciplinare unisce epigrafia, archeologia, filologia e digital humanities, consentendo una rilettura complessiva di un luogo di passaggio altamente frequentato dagli abitanti della Pompei antica.
Amori, passioni e ironia dell’antica Pompei
Tra le iscrizioni emergono messaggi intensamente umani:
“Vado di fretta; stammi bene, mia Sava” oppure “Methe ama Cresto nel suo cuore”. Accanto a questi, non mancano battute irriverenti e insulti, a testimonianza di una socialità vivace e spontanea, impressa sulle pareti di uno spazio pubblico.
Una Pompei lontana dai fasti monumentali e vicina alle emozioni quotidiane, che la tecnologia sta restituendo nella sua dimensione più autentica.
«Il futuro della memoria dipende dalla tecnologia», ha dichiarato il direttore Gabriel Zuchtriegel, sottolineando l’importanza della tutela digitale di un patrimonio che conta oltre 10mila scritte in tutta Pompei. In programma anche una copertura del corridoio e nuove modalità di visita integrate.
