Sacco di Capua 2026: storia e teatro per ricordare il 1501

Il Sacco di Capua 2026, in calendario il 19 e 20 settembre, ha dedicato la sua 38ª edizione alla memoria della città. Il programma ha riunito rievocazioni, spettacoli e visite guidate. Inoltre, ha proposto attività dedicate alla vita quotidiana del passato.

Al centro del racconto ci sono stati i drammatici eventi del 24 luglio 1501. Attraverso teatro e ricostruzioni storiche, la manifestazione ha invitato il pubblico a conoscere una pagina dolorosa della storia locale. Allo stesso tempo, ha offerto un percorso tra monumenti, piazze e antiche fortificazioni.

Sacco di Capua: cosa accadde nel 1501
Il 24 luglio 1501 le truppe francesi di Luigi XII, guidate anche da Cesare Borgia, entrarono a Capua. La città, fedele a Federico I d’Aragona, subì un violento saccheggio.

Per questo, la rievocazione ha posto al centro la memoria della comunità. Il programma, infatti, non si è limitato al racconto delle battaglie. Ha incluso anche momenti dedicati ai mestieri, alle abitudini e ai luoghi della città.

Gli appuntamenti in calendario hanno coinvolto Largo Porta Napoli, i fossati della cinta bastionata e il centro storico. In questo modo, il percorso ha collegato le rappresentazioni ai luoghi della memoria cittadina.

Accampamenti storici e antichi mestieri
La prima giornata è stata dedicata soprattutto agli accampamenti. In particolare, il programma ha previsto dimostrazioni di scherma storica, tiro con l’arco e manovre di fanteria.

Accanto alle attività militari, hanno trovato spazio i banchi degli antichi mestieri. Inoltre, la proposta musicale ha incluso il Cervo Bianco.

Il programma teatrale ha invece presentato “Capua nel Sacco”. La giullarata ha avuto come protagonisti annunciati Antonio Ferraro e Diego Cirillo, con la regia di Jury Monaco.

Il teatro ha raccontato l’assedio
La proposta teatrale ha affrontato le tensioni di una città in guerra. “Fedeltà o resa?”, in particolare, ha posto al centro il dilemma tra resistenza e capitolazione.

Il duello “L’Onore delle Armi” e “La Sortita” hanno completato il programma dedicato alla difesa. Così, il racconto ha affiancato alle vicende militari le scelte dei protagonisti.

Visite guidate nel centro storico
La domenica mattina il programma ha coinvolto anche i monumenti. “Le Pietre Raccontano – Memorie del 1501” ha previsto il contributo degli studenti dell’ISIS “Federico II”, indirizzo Turismo.

All’istituto “Giulio Cesare Falco” è stato invece affidato il percorso “I luoghi del Sacco”. La proposta ha quindi collegato gli eventi storici agli spazi della città.

Negli accampamenti, il programma ha inoltre incluso giochi di strada, percorsi teatralizzati e dimostrazioni di cucina militare. Infine, un corteo d’arme e un’investitura cavalleresca hanno completato gli appuntamenti della mattinata.

L’assalto e lo spettacolo conclusivo
La serata conclusiva ha previsto “L’Ora Funesta: l’assalto e la caduta della città”. Il racconto della rappresentazione si è concentrato sulle ore drammatiche del saccheggio, tra mura e fossati.

Per la chiusura in Piazza dei Giudici, il programma ha proposto “Il Sangue di Capua”. Jury Monaco ha firmato il testo e la regia del dramma storico, figurando anche tra gli interpreti.

Accanto a lui sono stati annunciati Antonio Ferraro, Diego Cirillo, Simona Orlando e Silvia Bonagura. Il programma ha così affidato al teatro la conclusione del percorso dedicato al 1501.

Un’occasione per riscoprire Capua
Il programma del Sacco di Capua 2026 ha unito storia, teatro e divulgazione. Da un lato, ha invitato a riflettere sui drammatici eventi del passato. Dall’altro, ha proposto di riscoprire il patrimonio cittadino.

La memoria del saccheggio è diventata quindi il punto di partenza per conoscere Capua. Visite, spettacoli e ricostruzioni hanno composto una proposta culturale dedicata alla storia della comunità.

Simona Trezza

NB FOTO E VIDEO RILEVATI DALLA PAGINA https://www.facebook.com/infocapua PRO LOCO DI CAPUA