
Ceppaloni (BN) – Dal 31 luglio al 3 agosto 2026 torna la Sagra della Porziuncola Ceppaloni 2026, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate sannita, giunto alla 43ª edizione.
Nel borgo sannita si rinnova una tradizione che da oltre quattro decenni unisce fede, storia, cultura popolare e gastronomia.
Un appuntamento capace di coinvolgere generazioni diverse e di richiamare ogni anno famiglie, visitatori e appassionati delle tradizioni del Sannio.
La manifestazione, conosciuta anche come la Sagra dei Fusilli e del Formaggio Pecorino di Ceppaloni, nasce dal profondo legame con il Perdono di Assisi e con la spiritualità francescana. Nel corso del tempo la festa religiosa si è trasformata in un momento di incontro e condivisione per tutta la comunità.
Per quattro giorni Ceppaloni torna a essere il cuore pulsante di una tradizione che unisce generazioni, amici e viaggiatori.
Una festa fatta di buon cibo, musica, convivialità e di quell’atmosfera autentica che solo la Porziuncola sa regalare.
Il Premio Cippofest 2026 a Erasmo Petringa
Tra gli appuntamenti più attesi della Sagra della Porziuncola Ceppaloni 2026 ci sarà anche la consegna del Premio Cippofest, riconoscimento dedicato a personalità che si sono distinte nel campo della cultura e della musica.
Quest’anno il premio sarà assegnato a Erasmo Petringa, musicista originario della Valle Caudina, protagonista di una lunga carriera artistica costruita attraverso importanti collaborazioni.
La cerimonia di consegna si terrà venerdì 31 luglio 2026 in Piazza Carmine Rossi a Ceppaloni.
Petringa ha collaborato con alcuni dei più importanti protagonisti della musica napoletana, da Enzo Gragnaniello ai fratelli Bennato.
Nel panorama musicale italiano ha inoltre lavorato con artisti del calibro di Gigi D’Alessio e Claudio Baglioni.
Un riconoscimento che celebra il talento di un artista legato alle proprie origini e che rappresenta un motivo di orgoglio per la Valle Caudina e per tutto il territorio sannita.
La storia della Sagra della Porziuncola Ceppaloni
La storia della Porziuncola di Ceppaloni affonda le sue radici nel XV secolo e nasce dall’incontro tra fede e commercio.
Le prime testimonianze documentate risalgono al 1437, quando il re Alfonso V d’Aragona concesse ai feudatari di Ceppaloni, Ilaria Scillato e Francesco Orsino, il privilegio di organizzare un mercato annuale nel feudo.
La concessione modificava un precedente privilegio accordato dalla regina Giovanna II, stabilendo lo svolgimento del mercato nella giornata di domenica anziché di martedì.
Con il passare dei secoli questa antica fiera assunse il nome di Porziuncola, collegandosi alla tradizione francescana del Perdono di Assisi.
Secondo la tradizione, l’indulgenza plenaria era concessa ai fedeli che visitavano una chiesa francescana tra i vespri del 1° agosto e quelli del 2 agosto.
Il Perdono di Assisi e la Chiesa della Santissima Annunziata
Il legame tra Ceppaloni e la spiritualità della Porziuncola è testimoniato anche da una tela ad olio custodita nella Chiesa della Santissima Annunziata.
L’opera raffigura il Perdono di Assisi e richiama la tradizione secondo cui la Vergine concesse a San Francesco l’indulgenza plenaria per coloro che si fossero recati alla Porziuncola.
Una testimonianza artistica e religiosa che ancora oggi custodisce la memoria più profonda della manifestazione e il rapporto tra la comunità e la devozione francescana.
Dalla fiera agricola alla festa del paese
Nel 1808, con un decreto di Gioacchino Napoleone, re delle Due Sicilie, il Comune di Ceppaloni ottenne l’autorizzazione a svolgere una fiera dall’ultimo giorno di luglio fino al 3 agosto.
Fu proprio in questo periodo che la Porziuncola raggiunse il suo massimo splendore.
Gli espositori arrivavano da diversi centri del territorio, tra cui Montesarchio, Santa Paolina e Atripalda, portando in paese animali da allevamento, attrezzi agricoli, strumenti per la vendemmia, recipienti e prodotti della stagione.
La fiera rappresentava un momento fondamentale per l’economia locale e trasformava Ceppaloni in un luogo di incontro e scambio.
Le gare popolari e i sapori della tradizione
La Porziuncola non era soltanto un mercato, ma anche una festa partecipata.
Tra gli appuntamenti più curiosi vi era la gara dell’animale meglio preparato, durante la quale pecore, agnelli e altri animali venivano lavati, pettinati e decorati con fiocchi colorati prima del giudizio finale.
Molto sentita era anche la gara del formaggio pecorino, che vedeva protagoniste le donne del paese, custodi di un’antica tradizione casearia.
Dopo la fiera arrivava il momento della tavola. Famiglie, amici e visitatori si ritrovavano insieme per gustare i prodotti simbolo della cucina locale.
Ancora oggi la Sagra della Porziuncola celebra questi sapori con i suoi piatti più rappresentativi: fusilli di Ceppaloni, formaggio pecorino, capicollo e salsicce, espressione della cultura gastronomica contadina del Sannio.
Ceppaloni celebra 43 edizioni di storia e tradizione


La Sagra della Porziuncola Ceppaloni 2026, in programma dal 31 luglio al 3 agosto, rinnova una storia iniziata secoli fa e diventata patrimonio della comunità.
Tra appuntamenti religiosi, musica, cultura, gastronomia e momenti di festa, Ceppaloni si prepara ad accogliere visitatori e appassionati.
L’appuntamento è in Piazza Carmine Rossi, che anche quest’anno torna a riempirsi di voci, musica, profumi e sorrisi.
Sarà il luogo dove una comunità intera si ritrova per vivere qualcosa che va oltre una semplice festa.
Perché la Porziuncola non è soltanto un evento: è memoria, identità e appartenenza.
IRENE MONACO